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Paragrafo 3 . La situazione urbanistica in Italia.

     
In  Italia, al momento dell'unificazione, nel 1861, esistevano diverse
citt di media grandezza, diffuse su tutto il territorio. Superavano i
100.000  abitanti  Milano, Genova, Torino, Venezia, Bologna,  Firenze,
Roma,  Napoli, Palermo, Messina. La pi popolosa era Napoli, con circa
430.000  abitanti. Nella maggior parte dei casi si trattava  di  citt
che  erano state capitali di stati preunitari o che vi avevano  svolto
ruoli  amministrativi  ed  economici di un  certo  rilievo.  In  esse,
pertanto,  si era gi verificata una certa concentrazione di funzioni,
che  per  non  aveva  prodotto n una forte crescita  demografica  n
importanti mutamenti urbanistici. Solo in alcune, come Milano, Torino,
Roma   e  Bari,  era  stata  attuata  qualche  trasformazione  durante
l'occupazione napoleonica o nel periodo immediatamente successivo.
     Con  la  formazione  dello stato unitario,  anche  in  Italia  il
fenomeno  dell'espansione urbana, o urbanesimo, cominci  ad  assumere
caratteristiche  simili a quelle degli altri  stati  europei,  con  la
differenza  per  che i cambiamenti non furono necessariamente  legati
allo  sviluppo industriale. La speranza di migliori condizioni di vita
nelle  citt e il conseguente afflusso di popolazione verso  di  esse,
infatti,  in  molti casi non era determinato tanto dalla  presenza  di
insediamenti  industriali  quanto  dall'espansione  del  settore   dei
servizi,  in particolare di quelli connessi con le funzioni  politico-
amministrative, oppure dalla concessione di sussidi o di  varie  altre
forme di assistenza pubblica o privata.
     La  prima citt italiana a subire importanti trasformazioni  dopo
l'unificazione  fu  Firenze.  Per  risolvere  i  problemi  urbanistici
provocati  dal  trasferimento nella citt della capitale,  deciso  nel
1864, furono avviati lavori di ampliamento e di ristrutturazione,  tra
cui  la  demolizione  delle vecchie mura trecentesche,  l'apertura  di
viali di circonvallazione, la costruzione di varie opere pubbliche.
     Anche  lo  sviluppo urbanistico di Roma fu determinato dalla  sua
condizione  di capitale. A Torino, l'assetto urbano, gi  parzialmente
trasformato durante la prima met dell'Ottocento, sub altre modifiche
in  seguito alla costruzione delle prime linee ferroviarie. A  Milano,
lo sviluppo successivo
     
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     all'unificazione  fu  accompagnato  da  vari  interventi,   quali
demolizioni, sventramenti, costruzione di nuovi quartieri.  A  Napoli,
che  sino  al  1900  rester la citt pi popolata d'Italia,  per  far
fronte  alla notevole concentrazione demografica si era gi provveduto
all'abbattimento  di  mura,  alla  costruzione  di  nuovi  edifici   e
all'apertura  di  strade;  negli anni  Ottanta,  dopo  un'epidemia  di
colera, furono decisi lavori di sventramento dei quartieri pi poveri.
Per  lo  stesso  motivo,  anche a Palermo, negli  anni  1866-1867,  fu
elaborato  un vasto progetto di risanamento, che per fu attuato  solo
parzialmente.
     In  molte altre citt italiane, in tempi diversi, vennero attuati
interventi urbanistici; i pi ricorrenti furono: la demolizione totale
o  parziale  delle antiche mura e la realizzazione al  loro  posto  di
viali,   generalmente   fiancheggiati   da   quartieri   residenziali;
operazioni  di  risanamento,  con  sventramento  di  vecchi  quartieri
centrali,  per  l'apertura  di strade e piazze  e  la  costruzione  di
edifici pubblici e privati di prestigio.
